Durante i concerti capitano le cose più assurde.

Mentre annunciamo che la parte restante del concerto sarà cantata in lingua inglese un ragazzo che aveva molto interagito con noi, un certo Kevin , storce il naso facendo il supponente sulle pronunce.

Dice che lui è australiano, fan di sfegatato di Johnny Cash e che ci controllerà anche le virgole. La sorte vuole che il pezzo seguente fosse la nostra versione di “Folsom Prison Blues” e nella terza strofa cogliamo la palla al balzo e lo invitiamo sul palco a cantare il finale.

Mi accorgo prestissimo che il ragazzo oltre a non ricordare un cazzo della canzone (biascica solo qualcosa tipo “i shot a man in Rhino bla bla bla) ha anche un pessimo accento. Quindi rimane sul palco simulando una sorta di playback ma in pratica la cantiamo tutta noi.

Dopo il finale Kevin torna tra il pubblico e noi lo ringraziamo con un abbraccio.

Poi chiedo a tutti di fargli un applauso e lui rimane fino all’ultimo pezzo ma non riesco ad intercettarlo perchè se ne va subito e ancora oggi continuo a chiedermi come mai Kevin, un ragazzo di Grosseto, vada in giro a spacciarsi per un australiano.

KEVIN UNO DI NOI

 

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